Irilai è il Nepente di Oliena che la Cantina Sociale di Oliena ha proprosto nel 2015 in ottemperanza alle novità che il disciplinare del Cannonau di Sardegna DOC ha previsto nella sua revisione del 2011, individuando la tipologia “Classico“, caratterizzata da vini prodotti nei soli territori delle ormai ex province di Nuoro e dell’Ogliastra e caratterizzati da un minimo del 90% di uve cannonau, con rese non superiori alle nove tonnellate per ettaro e invecchiamento di almeno due anni di cui uno in botti di legno.
Un rosso più strutturato del Nepente di Oliena della stessa azienda, e più tradizionale del Corrasi, accostabile per certi versi al Carros dell’azienda Fratelli Puddu o a vini come l’Urulu delle Cantine di Orgosolo o Mamuthone di Sedilesu.
Il nome di questa bottiglia deriva da uno dei più importanti vigneti di Oliena, il vigneto di Irilai per l’appunto, posto nelle campagne che si sospingono verso Su Gologone. Era questo uno dei vigneti di proprietà dei Gesuiti: l’ordine giunse nel villaggio barbaricino tra il XVII e il XVIII secolo, vi fondò un colleggio e diede un fondamentale contributo allo sviluppo dell’olivocoltura – loro il merito della diffusione in loco della cultivar nera di Oliena, capace di dare olî intensi e piccanti – e della moderna viticoltura.
Aspetti produttivi dell’Irilai Cantina Sociale di Oliena
La cantina, per il vino Irilai Cannonau di Sardegna DOC Classico, ha deciso di utilizzare le uve provenienti da vigneti dei soci conferitori allevati ad alberello sui terreni collinari di medio impasto e fortemente soleggiati, tali da assicurare uve ricche di zuccheri ma bilanciate nelle componenti acido-tanniche.
Il terroir di Oliena si presta particolarmente bene per la produzione di uve di grande qualità: merito del suolo, un sabbione sciolto di origine granitica, capace di donare freschezza e mineralità ai mosti, e dunque eleganza e longevità ai vini derivanti, e del clima, assolato il giorno e fresco alla sera, garantisce alle uve la giusta ricchezza zuccherina – e quindi vini ricchi di alcool e di struttura – e alle bucce aromi fini e stabili nel tempo.
Dopo la raccolta, rigorosamente manuale, le uve per l’Irilai Nepente sono pigiate e diraspate e sottoposte a macerazione fermentativa di minimo quindici giorni, con frequenti rimontaggi e delestage atti ad assicurare la completa estrazione delle componenti polifenoliche e aromatiche delle bucce. Ad un iniziale maturazione del vino in vasche di cemento segue quella in grandi botti di rovere di Slavonia, con frequenti battonnage sulle fecce fini, al fine di estrarre le componenti nobili e incrementare il corpo del vino.
La nostra analisi del vino
Irilai Cannonau si presenta nel calice con una bella veste rosso rubino, ancora animata da riflessi porporini e una certa consistenza. Al naso rivela profumi intensi di frutta a bacca rossa, con toni eterei quasi di frutta sottospirito, note di spezie nobili come la noce moscata e il chiodo di garofano, floreali di violette e piacevoli refoli balsamici.
In bocca è questo vino rosso sardo dimostra corpo, come nella tradizione dei migliori vini barbaricini: intenso e persistente, è equilibrato tra le morbidezze date dall’alcool (15% di volume) e il glicerolo, e il contraltare della freschezza, dei tannini ben levigati e di una certa sapidità tutta dovuta ai terreni calcarei ricchi di minerali originati dal massiccio del Corrasi.
Qualche suggerimento di abbinamento
Irilai Nepente di Oliena è un vino rosso sardo succoso di struttura, che ricerca abbinamenti con piatti forti: un bel pezzo di Pecorino di Sardegna DOP di buona stagionatura può accompagnarlo per un robusto aperitivo, mentre a tavola può dare il meglio di sé con la cordedda con i piselli o con le fave lessate, come contorno, magari aromatizzate con il finocchietto selvatico o con altre essenze campestri, tradizionale piatto regionale realizzato a partire dalle viscere dell’agnello e dalle sue frattaglie, e arrostito sulla carbonella.













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